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01/08/2009
Due come noi...
Questa è la storia di due ragazzi. Uno condannato a vincere perché Cannibale e perché reduce dall’Olimpiade di Pechino che gli ha portato otto ori e la gloria eterna. L’altro che la gloria se la sta prendendo poco a poco, bracciata dopo bracciata, mostrando a tutti che lui, oggi, è l’uomo più veloce del mondo perché quando imponi la tua legge nei 50 e 100 stile libero, sei il migliore del globo.
Questa è la storia di due ragazzi. Uno che a Roma ci è venuto più per volontà della propria mamma che per reale convinzione: l’inverno non facile a livello personale ne è stato la conferma. L’altro è giunto nella Capitale per far si che le lacrime con cui bagnò l’oro di Pechino non rimanessero isolate. Una volta sceso in acqua non si è guardato indietro, non ha pensato al suo amico/rivale Fredercik Bousquets o all’Hulk delle vasche, al secolo Alain Bernard.
Questa è la storia di due ragazzi. Due ragazzi diversi ma che, nel momento della vittoria, scaricano tutta la loro rabbia colpendo l’acqua, mostrano i muscoli e dicono al mondo: “I numeri uno siamo noi”.
Questa è la storia di Michael Phelps e Cesar Filho Cielo, due ragazzi come tanti ma che, come pochi, tornano a casa con tanto oro, al collo, in più e con tanta rabbia, scaricata in vasca, in meno…